STRADA DEL SAGRO

Scomparsa di endemismi unici, 

Inquinamento delle Sorgenti Apuane,

Dissesto Idrogeologico,

Illeciti sulle cave.

Il Monte Sagro sotto attacco da chi dovrebbe difenderlo. Le denunce del Gruppo d’Intervento Giuridico e di Legambiente Carrara.

L’8 giugno il Parco Regionale delle Alpi Apuane, con l’unico voto contrario di Riccarda Bezzi, ha ratificato la firma già apposta dal Presidente del Parco al protocollo d’intesa con la Provincia e i Comuni di Fivizzano e Carrara per la viabilità di accesso ai bacini estrattivi del monte Sagro (cave Crespina) e del monte Borla (cave Castelbaito-Fratteta), finalizzata alla ripresa dell’escavazione.

cave sagroSecondo l’intesa, la Provincia proseguirà la progettazione degli interventi per sistemare i dissesti sulle strade di Fosdinovo e Fivizzano  che richiederanno tempi lunghi per la mancanza di fondi. Nel frattempo   il  Parco realizzerà una via d’arroccamento alternativa, la cui progettazione definitiva ed esecutiva sarà a carico del comune di Fivizzano. In attesa della sua realizzazione (che resta del tutto indeterminata), Carrara si impegna  a consentire il transito nell’area urbana di un certo numero di i di camion da e per i siti estrattivi del Sagro-Borla (che potrebbero essere anche 100 al giorno secondo stime di Legambiente Carrara, legambientecarrara.it/2016/06/14/cave-del-sagro-borla-il-sindaco-riporta-i-camion-a-carrara-centro/).  L’escavazione era stata ufficialmente sospesa per l’impossibilità di portare via i detriti.  In realtà questa è continuata in modo illecito, come denunciato dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, scaricando  terre, marmettola e scaglie  in un ravaneto ed in un canale,  con conseguente  inquinamento  delle sorgenti usate per l’approvvigionamento di acqua potabile.

monte borlaUn danno gravissimo che gli Amministratori rilanciano con la strada prevista dal Protocollo. Questa attraverserebbe un SIC dove è presente la centaurea del Borla chiamata così perché, in tutto il mondo,  esiste solo sul monte Borla.  Un piccolo fiore che insieme ad altre erbe, altrettanto delicate, reggono la montagna. La strada distruggerebbe non  solo il fiore ma anche il paesaggio,  i versanti ed il reticolo idrografico accentuando il rischio di frane ed alluvioni che già incombono su Carrara. La contropartita sarebbe il lavoro di 40 operai, in realtà sono 13 in base a quanto dichiarato dagli stessi industriali alla Regione.

Una valanga di menzogne e paradossi Benvenuti nel Parco delle Apuane.