SOSTENIBILI E SOLIDALI PER UN BUON NATALE 2017

Come diventare  “sostenibili” e “solidali” per il Pianeta.

La visone “dell’economia della ciambella”, “Picco per Capre” un libro per comprendere cosa non funziona e reagire

Insieme a tante Buone Pratiche da adottare.

A Natale ci siamo sforzati di cercare notizie incoraggianti. Nella ricerca abbiamo arricchito la nostra bibliografia di informazioni poco rassicuranti su: siccità, biodiversità, plastica in mare. Ma alla fine qualcosa abbiamo trovato e ve lo proponiamo.Per avere una maggiore consapevolezza delle cause della crisi in corso e provare a trovarne le soluzioni nel proprio quotidiano vi consigliamo di leggere “Picco per Capre” di Luca Pardi e Jacopo Simonetta.

Nel  libro non troverete “ricette” precofenzionate ma informazioni per comprendere meglio cosa sta accadendo e orientarsi su come organizzarsi. Interessante il paragone dell’attuale  crisi  ad un iceberg di cui si vede la parte più esterna e non quella sott’acqua costituita crisi ecologica. Una crisi dovuta soprattutto alla distruzione degli ecosistemi che costituiscono la Biosfera e che ospitano la Biodiversità da cui dipende la vita sulla Terra.

 

 

 

 

 

La Biodiversità è la varietà e la quantità  di esseri viventi che convivono in un dato luogo interdipendenti per cibo e altre risorse.  Più elevato è il livello di Biodiversità, maggiore è la vitalità di un sistema perché è in grado di influenzare il Clima, il Ciclo dell’Acqua, la formazione ed il mantenimento di Suolo fertile, la qualità dell’Aria. E’ la ricchezza di Biodiversità che fa la differenza tra un deserto ed un bosco. Tutte le volte che, sulla Terra, la Biodiversità si è ridotta ci sono state estinzioni di massa. Le più terribili sono state cinque e tra queste la più conosciuta è quella che provocò la scomparsa dei dinosauri (anche se non fu la più cruenta).

Grazie all’immensa energia finora fornita dai combustibili fossili, primo fra tutti il Petrolio, dopo la seconda guerra mondiale, siamo riusciti a consumare interi ecosistemi per ottenere risorse che ci hanno permesso di raggiungere i 7 miliardi di popolazione. Nelle figure è possibile rilevare quanto grande sia diventata la nostra capacità di accaparramento delle risorse a danno della Biodiversità  e della capacità di carico del Pianeta

    

Secondo Paul Chefurka, in 100 anni, considerando solo i mammiferi, grazie alle energia dei combustibili fossili siamo riusciti a più che triplicare la quantità biomassa aumentando la popolazione umana e gli animali domestici, riducendo gli animali selvatici.

Ciò da anche un’idea della velocità a cui avanza la  distruzione di Biodiversità e l’accumulo di deficit nella rinnovabilità delle risorse del Pianeta ad essa collegato. Un deficit registrato tramite la stima dell’impronta ecologica ossia il calcolo del numero di giorni dell’anno in cui la Terra riesce a soddisfare i consumi dell’uomo tramite il rinnovamento delle proprie risorse.

https://it.wikipedia.org/wiki/Earth_Overshoot_Day

Nel grafico di Stefano Valentini https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=61539157  di seguito riportato,  si rileva come dalla sua istituzione nel 1971 il deficit sia cresciuto. In verde i giorni in cui la Terra riesce a provvedere ai consumi umani, in rosso i giorni in cui i consumi son maggiori a quello che la Terra può dare.

  

Così la distruzione della Biodiversità avanza (ved. grafico dei mammiferi terrestri in peso) facendo mancare i sistemi di regolazione da cui dipende  la conservazione della Biosfera creando guasti in diversi settori con emergenze sempre più evidenti come mostra il grafico a ragnatela dove, a parere di chi scrive, risulta sottostimato il consumo di suolo e di acqua.

Classico è l’esempio l’aumento di concentrazione di CO2 dovuto tanto alle emissioni dei processi industriali quanto alla perdita di suolo, di foreste e di ecosistemi acquatici in grado di assorbirne il surplus

L’aumento di CO2 favorisce i cambiamenti climatici ed  il manifestarsi di fenomeni estremi, sia per frequenza che per entità. Così in Italia, dal 2010, la siccità è diventata normale anche al Nord, nel 2017 si assiste al dimezzamento le disponibilità di acqua in tutta la penisola.

Ciononostante per la prima volta ci sono dei segnali incoraggianti.

  1. Kate Raworth ha creato l’immagine dell’economia della “Ciambella” che include, oltre al limite ecologico necessario per garantire la rinnovabilità delle risorse (area verde nel grafico a ragnatela), anche i diritti sociali di base senza i quali ci sarebbe malessere ed instabilità sociale. Nell’area gialla lo spazio di sicurezza per vivere con equità tutelando la biosfera. https://aspoitalia.wordpress.com/2017/11/01/cibo-clima-e-petrolio-siamo-alla-frutta/
  2. Gli ultimi dati del Global Footprint Network segnalano che, tra il 2005 e il 2013 (l’ultimo anno per cui esistono dati affidabili) l’Impronta Ecologica pro capite negli USA è scesa quasi del 20% rispetto al suo picco. Questo significativo cambiamento, che include la ripresa post-recessione, è associato principalmente alla diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Nello stesso periodo infatti, il PIL pro capite USA è cresciuto del 20%, costituendo un significativo caso di disaccoppiamento tra la crescita economica e il consumo di risorse naturali.  Questo nonostante  l’uscita degli Usa dall’accordo della Cop 21 di Parigi del 2015. Perché molte città, singoli Stati e grandi imprese americane stanno spontaneamente mettendo in atto impegni sulla tutela del clima.
  3. Anche la Cina, il paese con la più grande Impronta Ecologica totale, nel suo ultimo piano quinquennale si è fortemente impegnata a costruire una Cultura Ecologica, con molte iniziative per superare al più presto il suo picco di emissioni di anidride carbonica. https://www.overshootday.org/newsroom/press-release-italian/
  4. E’ di questi giorni l’iniziativa di Macron dell’ “One Planet Summit”  con lo slogan “Make Our Planet Great Again” parafrasando il presidente americano  Trump.  Al summit hanno preso parte Stati e grandi aziende come la Microsoft che si è impegnata a stanziare sul tema 50 milioni di dollari in 5 anni. Importante  anche l’impegno della Banca mondiale che entro il 2019 si è impegnata a sospendere i fondi all’estrazione di idrocarburi. http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2017/12/12/al-via-one-planet-summit-a-parigi-la-mini-cop-di-macron_75a35254-3078-43da-bd7f-aa4a7c43035e.html

A questo punto non resta che fare anche noi la nostra parte di Cittadini, adottando  Buone Pratiche per un anno “sostenibile”

Durante le feste e durante tutto l’anno riducete i consumi di carne. Nel 2008 l’Institute for Environmental Studies della VU University di Amsterdam ha compiuto uno studio per quantificare la riduzione di emissioni di CO2 in relazione ad un minor consumo di carne, fornendo un confronto con la riduzione di emissioni di CO2 ottenibile. I risultati sono riportati in tabella

 

Se per un anno intero tutti i cittadini olandesi non mangiassero carne per:
Risparmio totale di CO2 (in megatonnellate)
Equivalente:
1 giorno alla settimana 3,2 alla circolazione di un milione di auto in meno dalle strade dell’Olanda per un anno; ad una quota doppia rispetto al risparmio ottenibile dalla sostituzione di tutte le normali lampadine con lampadine a basso consumo energetico (1,66 megatonnellate x 2); ad una quota pari alla riduzione delle emissioni domestiche proposta nell’obiettivo del governo olandese (3 megatonnellate di CO2 entro il 2010); alla sostituzione di tutte le auto di categoria energetica C/D con auto di categoria energetica B (2,8 megatonnellate); all’installazione di doppi vetri in tutte le abitazioni (1,5 megatonnellate) e alla sostituzione di tutte le normali lampadine con lampadine a basso consumo energetico (1,66 megatonnellate).
2 giorni alla settimana 6,4 ad un uso totale su scala nazionale di frigoriferi e congelatori a basso consumo (1,8 megatonnellate), lavatrici e asciugabiancheria a basso consumo (0,36 megatonnellate), lavastoviglie a basso consumo (0,615 megatonnellate), più l’installazione di una caldaia centralizzata a basso consumo (0,625 megatonnellate), l’installazione di doppi vetri in tutte le abitazioni (1,5 megatonnellate) e l’isolamento dei muri esterni (1,34 megatonnellate).
3 giorni alla settimana 9,6 alla circolazione di tre milioni di auto in meno dalle strade dell’Olanda per un anno.
4 giorni alla settimana 12,8 alle emissioni totali prodotte dal consumo domestico di energia dell’intera Olanda (13 megatonnellate).
5 giorni alla settimana 16 a 32 milioni di viaggi aerei di andata e ritorno Amsterdam – Nizza (500 Kg di CO2 per viaggio di andata e ritorno).
6 giorni alla settimana 19,2 alla circolazione di sei milioni di auto in meno dalle strade dell’Olanda per un anno, ovvero una quota pari alle emissioni complessive prodotte dai chilometri percorsi in auto nell’intera Olanda in un anno (18 megatonnellate).
7 giorni alla settimana 22,4 alle emissioni totali prodotte dal consumo domestico di gas (riscaldamento, acqua calda per bagni e docce e cottura dei pasti) dell’intera Olanda (20 megatonnellate).

Bene anche ridurre il consumo di Quinoa  L’Italia è uno dei maggiori importatori d’Europa, con una domanda in crescita verticale, in particolare da parte di consumatori vegetariani e vegani, essendo la quinoa un’alternativa proteica alla carne. Questo sta causando nelle Ande (in particolare: Bolivia e Perù) la diffusione di una coltura industriale che, per ottenere elevate quantità, ricorre ad un elevato uso di prodotti di sintesi sia concimi che pesticidi, ed elevati consumi di acqua, con effetti negativi sulla struttura del suolo,  sulle riserve d’acqua  influenzando anche il clima  (http://www.lastampa.it/2016/08/14/scienza/ambiente/focus/fra-i-migranti-climatici-di-la-paz-le-nostre-ande-muoiono-di-sete-W7hlGKfsctI4fEcM8kV4jP/pagina.html) e non solo. La coltivazione viene praticata su grandi superfici sostituendo i campi tradizionali e l’allevamento del Lama che causerà  danni  gravissimi quando la richiesta inizierà a diminuire.

http://www.lastampa.it/2017/05/27/scienza/ambiente/focus/il-boom-della-quinoa-buona-per-la-salute-non-per-le-ande-JRPFfuZqOtByOIXVnhJAvI/pagina.html

Altrettanto  bisognerebbe  fare con i frutti di Goji  che hanno caratteristiche nutrizionali simili  ai nostri frutti di bosco.

http://www.lascuoladiancel.it/2014/03/05/bacche-di-goji/

https://blog.cliomakeup.com/2016/09/bacche-di-goji/2/

http://www.spigadoro.org/lesperto-risponde/alimentazione-sana-km-0-vs-bacche-goji/,

Ancora meglio ridurre i consumi di tutto per tutelare la Biodiversità e con essa la Biosfera lasciando qualcosa ai nostri Figli, alle Piante, agli Animali,  consigli ed approfondimenti nei link:

http://www.improntawwf.it/main.php

http://areeumidedellaversilia.it/buone-pratiche-per-un-buon-2017/

Buone Feste

E

Buon Anno

a Tutti