IL PIROGASSIFICATORE DI STAZZEMA NON SI FA PIU’

Una storia a lieto fine in cui ha prevalso la volontà dei cittadini ed il buon senso.

Gli amministratori accolgono le preoccupazioni dei cittadini.

Il benessere dipende dalla tutela delle risorse e  da  attività sostenibili che non le inquinano o le distruggono. Condizioni che possono realizzarsi solo se la maggioranza dei cittadini pone attenzione al proprio territorio, ne persegue la salvaguardia nel medio e lungo termine, partecipa attivamente  alla sua gestione e l’Amministrazione  è capace di rivedere  le proprie posizioni in nome del Principio di Precauzione e dell’esperienze pregresse.

E’ quanto avvenuto a Stazzema. Dopo un percorso che si è sviluppato attraverso una serie di incontri pubblici e di ampia mobilitazione della cittadinanza, è emerso con chiarezza che l’aria pulita, la salute delle persone e dell’ambiente in cui vivono sono Valori inalienabili della Comunità.

Pirogassificatore di Stazzema

Così, pare che il pirogassificatore

non si farà (http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2016/08/05/news/biomasse-dietrofront-di-verona-1.13922164) .    Ne siamo oltremodo lieti e ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato. Il dibattito è stato proficuo, spesso aspro ma sempre molto partecipato e trasparente. In nome della trasparenza, ci teniamo perciò a pubblicare la lettera che ci ha spedito Stefano Varia (v.documento allegato) avanzando alcune osservazioni alle quali diamo le seguenti risposte:

  • Il contenuto del lavoro cui la lettera si riferisce riporta quanto è stato detto negli incontri pubblici  da cittadini ed amministratori che erano tutt’altro che nascosti.
  • Il dato di fabbisogno dell’impianto di 11.640 ton. di legno ogni anno  è contenuto nel “business plan” presentato con la domanda di partecipazione al bando, la cui copia è circolata negli incontri citati.
  • Sempre nel “business plan” si specifica che non può essere utilizzato il legno di castagno, così come dichiarato dagli stessi Amministratori. Di conseguenza non si comprende come sarà remunerata la pulizia dei boschi di Stazzema, costituiti prevalentemente da castagneti in abbandono.
  • Per quanto riguarda i rifiuti, negli impianti di pirogassificazione è possibile bruciare anche plastiche insieme alle biomasse (https://it.wikipedia.org/wiki/Gassificazione). Naturalmente dipende dalla tipologia dell’impianto. Ad oggi,   non sono state rese note la caratteristiche tecniche di quello che si sarebbe voluto realizzare a Stazzema. Di conseguenza la cosa rimane molto dubbia.
  • Le uniche informazioni rese disponibili sono quelle generiche, contenute nel bando. Vi si prevede che la superficie di 7.880 mq sia  ceduta in concessione a 25€/mq per 60 anni, un periodo molto lungo  in cui anche gli impianti possono essere modificati e naturalmente diventare obsoleti e da sostituire con costi a carico di chi?.
  • Inoltre in relazione al prezzo nel bando si specifica che la valutazione viene stabilita a 68€/mq e ridotta a 25 €/mq per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e non si comprende perché queste debbano essere pagate dalla Comunità. Ogni comune cittadino per la realizzazione della propria casa ne versa il costo alla municipalità o le sostiene in proprio.
  • Ancora, nel report si fa rilevare che un impianto che funziona in Finlandia non necessariamente funzionerà a Stazzema. I motivi sono diversi, come ad esempio, la mancanza di una rete di assistenza in loco, la diversa qualità del legname disponibile, la conformazione del territorio, la densità della popolazione, la presenza in valle di un altro impianto ecc..
  • Nessuno si è preoccupato di verificare l’attuale produzione di legname idoneo in zona e i piani di approvigionamento ( la filiera corta in un raggio di 70 km prevede da noi anche un bel pezzo di mare dove notoriamente non crescono boschi  e già alcuni impianti a biomasse pescano nello stesso bacino).
  • Per quanto riguarda l’articolo allegato,  è stato fatto per approfondire le criticità emerse nella gestione  del bruciatore di Pruno. In merito alla frase riportata nella lettera del signor Varia, si fa rilevare che viene usato  il verbo “potrebbero”.

Si tiene a sottolineare che i nuovi impianti pur essendo più efficienti, sono  anche più complessi di realizzazione e di gestione rispetto a quello di Pruno, di conseguenza potenzialmente più pericolosi per  le altissime temperature di combustione raggiunte, per le emissioni di nano polveri e per i rifiuti prodotti (acqua contaminata di pulitura dei syngas, filtri contenenti i veleni emessi nei  fumi emessi, ceneri).

Immagine Pirogassificatore vignetta

 

Ringraziamo altresì il sig. Varia per la rettifica sulle spese sostenute per il viaggio in Finlandia, scusandoci per l’errore. Accogliamo con piacere la disponibilità ad avere ulteriori informazioni sull’impianto con la possibilità di ricevere i documenti richiesti nell’offerta tecnica del bando:

  • Relazione tecnica relativa all’impianto.
  • Relazione tecnica sull’impatto ambientale.
  • Relazione sull’approvvigionamento della Biomassa.

Infatti, pur essendo il tutto superato dalla rinuncia dell’Amministrazione Comunale di Stazzema rimane comunque importante avere informazioni a riguardo e continuare a seguire quali saranno gli sviluppi della situazione perché l’area rimane assegnata per 60 anni ed il Sindaco ha dichiarato  di avviare, in settembre, “un confronto con la popolazione” per avere “ suggerimenti, su come valorizzare quest’area produttiva” (http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2016/08/07/news/il-sindaco-fa-il-giro-dei-paesi-si-cercano-idee-per-ripopolarli-1.13931721)

Un fatto nuovo conseguente alla mobilitazione della cittadinanza, alla collaborazione con le associazioni. Sul quale merita  mantenere alta l’attenzione.

A questo fine consigliamo di seguire le pagine face book:

https://www.facebook.com/Saltus-Marcius-352036738253611/

https://www.facebook.com/No-Pirogassificatore-Stazzema-1754748648106521/