STAZZEMA RILANCIA CON UN SECONDO IMPIANTO A BIOMASSE.

NONOSTANTE IL MALFUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO DI PRUNO E I DANNI INTERESSERANNO TUTTI

Per questo motivo invitiamo a partecipare numerosi giovedì sera 21 luglio 2016 alle ore 21,00 presso il palazzo della cultura di Cardoso.

Nel 2012, veniva inaugurato l’impianto a biomasse di Pruno, tra l’esultanza generale. Avrebbe lanciato  la filiera del legno portando lavoro e prosperità. Niente di quanto detto si è realizzato e l’impianto non ha mai funzionato bene, emettendo non si sa bene cosa ogni volta che si spegne per essere riacceso. Il legname bruciato viene da fuori,  tramite una filiera lunghissima. Lo smaltimento delle ceneri  viene fatto un  po’ ovunque, senza preoccuparsi della presenza di eventuali inquinanti.

Nel 2015 gli Amministratori di Stazzema, non paghi di una tale esperienza, hanno pensato di realizzare un secondo bruciatore (gassificatore a biomasse) a Col del Cavallo, assicurando che non accadrà come a Pruno. Come per Pruno, anche questa volta la funzionalità sarà garantita da una tecnologia innovativa ed il legname sarà reperito nel raggio di 70 km da Pontestazzemese per rilanciare la filiera corta del legno. Pontestazzemese dista km 5,2 da Pruno, dove il legno non si è trovato perché il castagno non è adatto allo scopo e le pendenze ripide dei versanti delle Apuane lo rendono, comunque, difficile da tagliare e trasportare. Inoltre, gli impianti che bruciano biomasse, previsti dal Piano Ambientale Energetico Regionale (PAER), costellano le province di Lucca ,Pisa e Livorno. Ed ognuno di questi dovrebbe alimentarsi entro i 70 km (ved. fig.).

L’impianto, di potenza nominale non inferiore a 200 kwp , avrà bisogno di circa 11.640 tonnellate di legno all’anno, lavorando 24 ore su 24. Al momento nessuno, tantomeno il latitante consorzio forestale attivo dal 2007 indica dove sarà reperito questo legname e nessuno studio preliminare è stato fatto sulle rese dei boschi di Stazzema. Una resa che in questi anni è drasticamente  diminuita a causa dei cambiamenti climatici che, con i lunghi periodi di siccità, le piogge violente, le temperature estive elevate, riducono la crescita delle piante e le rendono vulnerabili all’attacco di parassiti.

Così mentre Varia porta, a sue spese, gli Amministratori in viaggio istruttivo in Finlandia, per vedere come questi impianti a Pontestazzemese e Pruno non funzioneranno mai,  la gente, giustamente, si preoccupa e protesta.  Questi impianti, durante la produzione di energia elettrica, liberano nano polveri e diossine. Il decreto Passera/Chini del 2012 , in mancanza di legname, dà la possibilità di bruciare rifiuti. L’impatto sul paesaggio è devastante. Condizioni che non favoriranno le attività turistiche sviluppate in questi anni e danneggeranno la salute dei Cittadini.  Un altro passo verso la disoccupazione ed il  “terzomondismo”, con benefici solo per chi intascherà gli eventuali  contributi statali o brucerà rifiuti sia a filiera corta che lunga.

Per approfondimenti di carattere generale si consiglia la lettura dell’articolo:

“Impatti ambientali e sanitari prodotti dalla combustione di biomasse legnose per la produzione di calore ed elettricità Environmental and health impacts of wood combustion to produce heat and power” di Federico Valerio,

http://www.epiprev.it/materiali/2012/EP1-2012/EP1_16_art1_full.pdf