MARE INQUINATO IN VERSILIA

2 milioni di euro per la sperimentazione dell’uso di acido peracetico che non risolve il problema degli scarichi fuori norma e potenzialmente può peggiorare la situazione.

La sperimentazione di acido peracetico, come disinfettante, riguarda il Fosso di Motrone, dell’Abate e Fiumetto per uccidere i batteri fecali che, sempre più sono responsabili dei divieti di balneazione temporanei. Naturalmente altri  soldi verranno spesi per il fiume Versilia, di cui nessuno parla solo perché amministrativamente riguarda la provincia di Massa.

Così soldi regionali e quindi dei Cittadini non verranno spesi per disinfettare reflui fognari e scarichi abusivi versati nei fossi, responsabili dell’inquinamento in mare, ma in una soluzione provvisoria, potenzialmente dannosa.

L’uso di acido peracetico nel trattamento di acqua da depurare è preferito al cloro perché non da luogo a sottoprodotti tossici, ma non sono poche le sue controindicazioni.

Secondo la direttiva generale della Comunità sulla classificazione dei preparati, nella sua ultima versione valida, il prodotto presenta i seguenti rischi: Nocivo, Corrosivo,Irritante.

E’ difficile da stoccare per  elevato pericolo d’incendio e di esplosione. E’ altamente corrosivo anche per l’acciaio.

E’ molto  tossico per le persone. Provoca gravi ustioni ed  è nocivo per inalazione, per contatto con la pelle, per ingestione. E’ irritante per le vie respiratorie .

Non va immesso, non diluito o non neutralizzato, nelle acque di scarico e nei canali di raccolta, nei corsi d’acqua, nelle acque freatiche.

C’è pericolo per le acque potabili anche in caso di piccole perdite di prodotto nel sottosuolo.

(vedi schede tecniche: https://www.applichem.com/fileadmin/datenblaetter/A4600_it_IT.pdf,

http://www.dacolchimica.com/listini/D1-AP.pdf,)

l’ARPAT , già nel 2014, aveva espresso perplessità sul suo impiego.

L’acido peracetico può avere una certa efficacia sui microrganismi indicatori di contaminazione, senza necessariamente eliminare tutti quelli patogeni, rimuovendo il segnale di pericolo, ma non il rischio effettivo. Inoltre , sempre secondo ARPAT, “ superamenti dei limiti previsti dalle leggi vigenti (per la concentrazione di batteri fecali, ndr), si sono verificati anche quando i trattamenti venivano effettuati”.

Così, mentre i dati di Goletta Verde (Legambiente) bocciano la Versilia e quelli di ARPAT indicano che sulla qualità del mare in Toscana “è mancato il conseguimento dello stato buono”  dal punto di vista chimico e lo stato ecologico è solo sufficiente,  la  Regione ed i Comuni si esprimono a favore di una tecnologia, quanto meno, “inquietante”

Dati Goletta Verde giugno 2016

PV COMUNE LOCALITÀ PUNTO GIUDIZIO
MS Massa Partaccia Foce del torrente Lavello Fortemente Inquinato
MS Massa Marina di Massa Foce del fiume Frigido Fortemente Inquinato
MS Montignoso Cinquale Foce del fiume Versilia Fortemente Inquinato
LU Pietrasanta La Focetta Foce fosso Montrone Fortemente Inquinato
LU Camaiore Lido di Camaiore Foce del fosso dell’Abate Fortemente Inquinato
LU Viareggio Spiaggia antistante Piazza Mazzini Entro i Limiti

mare inquinato in Versilia

affermando che:  “La metodologia si è evoluta. Gli impianti usati oggi hanno caratteristiche del tutto nuove e avanzate”.

Echi di spettri che ritornano dopo l’inceneritore di Pietrasanta e l’impianto a biomasse di Pruno.

L’uno sequestrato per inquinamento da diossine. L’altro  che ha iniziato a non funzionare subito dopo l’inaugurazione, emettendo non si sa bene cosa ogni volta che si spegne per essere riacceso. Le cui ceneri vengono smaltite un  po’ ovunque, senza preoccuparsi della presenza di eventuali inquinanti.