L’Ecosistema Agricolo

La messa a coltura di un territorio comporta sempre drastiche modifiche sia del biotopo che della biocenosi.  Il terreno viene livellato e le acque canalizzate; la biocenosi spontanea viene sostituita con un complesso di specie animali e vegetali utili all’uomo. Le specie spontanee per lo più scompaiono, ma alcune sopravvivono in ambienti marginali come le siepi, le alberature, i boschetti; così come negli stagni e lungo i canali od anche, in qualche caso, nei campi stessi.
Tutto questo naturalmente richiede una quantità maggiore di energia perché:
– I campi coltivati non sono in equilibrio con l’ambiente che li ospita e, se vengono lasciati a se stessi, già in pochi anni molte delle specie agricole scompaiono, sostituite da quelle spontanee più forti;
– Quasi tutta l’energia chimica accumulata nelle piante e negli animali viene destinata al consumo umano e ciò richiede azioni di compensazione per non provocare un lento, ma costante, impoverimento del sistema.

Negli agri-ecosistemi tradizionali, la maggiore quantità di energia era fornita dalla forza muscolare dell’uomo e degli animali ed il funzionamento rimaneva simile a quello naturale. La luce faceva crescere le piante che venivano consumate dagli animali e dagli uomini. Tutti gli scarti tornavano al terreno sotto forma di concimazione organica, dove venivano riciclati dai Decompositori . Così si conservava la fertilità del suolo, ossia la sua capacità di fare nascere e crescere le piante, producendo alimenti.

 

 

Negli ecosistemi agricoli contemporanei, il petrolio ha consentito di aumentare a dismisura la quota di energia fornita con l’uso di concimi minerali, pesticidi, macchine. Questo ha permesso, per decenni, di massimizzare la produzione, senza misure di compensazione. Analogamente a quanto avviene in un Ecosistema Urbano-Industriale.
La conseguenza è stata la rottura dei Cicli Biogeochimici da cui dipendeva la fertilità dei suoli. Così, l’Ecosistema Agricolo ha iniziato a richiedere quantità crescenti di Energia, sia sottoforma diretta di petrolio che di mezzi di produzione (concimi, pesticidi, macchine operatrici, ecc.), con aumento dei Rifiuti, dell’Inquinamento e degli effetti collaterali.
Le colture industrializzate odierne consumano 10 volte l’energia che forniscono sotto forma di cibo. Gli impatti sono deleteri sia sui suoli, che le acque e sul clima. Le concimazioni chimiche ed i pesticidi, usati in dosi eccessive, provocano la distruzione di sostanza organica e l’erosione delle particelle argillose, inquinamento delle falde acquifere e l’eutrofizzazione di canali e laghi.
Finora anche a questo si è rimediato aumentando la quantità di energia utilizzata, ma fin quando si pensa di poter continuare?