Il Lago di Massaciuccoli


 Il Lago di Massaciuccoli

descrizione


Area Amministrativa Regione Toscana
Provincia  Lucca
Comuni: Massarosa, Viareggio
Area Geografica Pianura Litoranea della Versilia
Atti  di Tutela Rete Natura 2000  SIC (Sito di interesse Comunitario)
ZPS (Zona di Protezione Speciale)
Sito Ramsar
SIR (Sito di Interesse Regionale)
Parco Naturale Regionale OASI LIPU Riserva Naturale del Chiarone
Estensione 1941, 2 ettari
Altitudini Da 8 a -2 m a livello del mare
Informazioni Antonio Perfetti BiologoEnte Parco Migliarino-S.Rossore-Massaciuccoli
Tel. 050.539111 – Fax 050.533650
a.perfetti@sanrossore.toscana.it
C.O.T. Centro Ornitologico Toscano
segreteria@centrornitologicotoscano.org
direttore@centrornitologicotoscano.org
OASI LIPU
tel 0584 975567 fax 0584/975488
e-mail: oasi.massaciuccoli@lipu.it

Come arrivare  Il Lago si può  raggiunge lungo la S.S. 1 Aurelia da Viareggio (porzione nord) e da Torre del Lago Puccini, da cui è possibile compiere visite guidate in battello. Da Massarosa si arriva al paese di Massaciuccoli e  si accede al Lago dall’Oasi del “Chiarone“ gestita dalla LIPU.

Descrizione  Il Lago di Massaciuccoli è l’area umida più vasta della Toscana. Situato a  pochi  chilometri dal mare  è circondato da  una area umida  di notevole  pregio di interesse regionale ed europeo. Incluso nel Parco Regionale di Migliarino, San Rossore,Massaciuccoli il Lago ospita una ricca biodiversità costituita da 300 specie di piante, 128 specie di uccelli, 66 specie di invertebrati, 26 specie di pesci, a cui si aggiungono anfibi e mammiferi. Il Lago è importante anche dal punto di vista storico e culturale. A Massaciuccoli si trovano i resti di una villa e di terme romane (“Buche di Nerone”). Torre del Lago Puccini ospita la casa museo e le spoglie di Giacomo Puccini, il teatro di lirica all’aperto dove d’estate  si svolge la stagione di lirica dedicata alle opere del Maestro.

Sono  immissari del Lago i canali della bonifica ( Barra/Barretta, fosso Nuovo) insieme al Rio delle 3 Gore ed il Bagnaia 1 e 2. Il suo emissario è il Canale Burlamacca che  sbocca nel  porto di Viareggio dopo aver raccolto le acque del Fosso Quindici, del Fosso Venti, del Canale Punta Grande, del Canale Centralino, del Canale Malfante e della Gora di Stiava.

Storia

La storia del Lago è antichissima. Ha avuto origine da un grande golfo del Pleistocene, che lambiva le montagne più di 2.000.000 anni fa. Nel trascorrere dei millenni dal Golfo si è generata un’ampia zona palustre che interessava la pianura costiera formando a Sud il Lago Massaciuccoli ed a Nord il Lago di Porta.

massaciuccol_carte2In questa pianura 1 milione di anni fa comparve l’uomo di Neanderthal e col trascorrere dei secoli, in un paesaggio in continuo cambiamento per il clima comparve anche l’uomo moderno. Viveva della caccia di animali come orsi e stambecchi che durante l’ultima glaciazione (Wurm 15000 anni fa) erano arrivati sulle rive del mare insieme alla flora alpina di cui le torbiere di sfagno sono ancora oggi testimonianza. Sulle alture che circondano il Lago e la sua area palustre si ritrovano le sue tracce nel susseguirsi delle diverse età: del rame, del bronzo, del ferro. All’epoca il bacino del Lago era molto più esteso di ora. Ancora in epoca romana si sviluppava dai monti d’Oltre Serchio fino al fiume di Camaiore. A ridurne la superficie iniziarono nel VII-III sec a.c. gli Etruschi che realizzarono le prime bonifiche che continuarono con i romani. E’ in epoca romana che nasce il villaggio di Massaciuccoli intorno alla villa patrizia della famiglia dei Vanulei di cui, ancora oggi, si possono ammirare i resti delle terme. La vista dalla villa doveva essere spettacolare: campi, oliveti e vigneti, il bosco della zona umida, il Lago e sullo sfondo il mare. E’ in epoca romana che intorno al Lago fiorisce la coltura del papiro di cui è riportata testimonianza in uno dei più antichi stradari della storia la“Tabula Peutingeriana” ( carta delle strade dell’Impero Romano)massaciuccol_carte dove sono segnalate le “ Fosse Papirianis”. Il Lago continua ad essere importante anche durante il medioevo. La sua presenza rappresenta una importante fonte di sussistenza per la pesca e la cacciagione e la raccolta delle erbe di palude che avevano un ruolo importante nella vita contadina di un tempo sia come foraggio che per la costruzione di utensili. Fu così fino al 1600 quando lo sviluppo industriale dapprima delle ferriere e poi del l’estrazione del Marmo iniziò a richiedere manodopera e forza lavoro animale necessitando di una maggiore estensione dei terreni agricoli. Iniziarono le grandi opere di Bonifica. Nel 1800-1850 furono proposti diversi progetti per prosciugare il più in fretta possibile il lago, alcuni prevedevano di deviare il Serchio a Filettole per colmarlo con i detriti apportati dalle torbide. Fortunatamente vennero bloccati dall’Aereonautica Militare perché il Lago costituiva uno scalo indispensabile per gli idrovolanti. Ciononostante agli inizi del 1900 furono asciugati dalla bonifica 40 Kmq delle paludi a nord ed a sud del Lago. E’ a causa della progressiva opera di Bonifica che il Lago perse la sua originaria forma allungata tipica dei laghi retrodunali ed acquistò quella attuale circolare. Il suo fascino, comunque, non ne risentì facendo innamorare di se il Maestro Giacomo Puccini (1900):« Gaudio supremo, paradiso, eden, empireo, «turris eburnea», «vas spirituale», reggia… con macchie splendide fino al mare, popolate di daini, cignali, lepri, conigli, fagiani, beccacce, merli, fringuelli e passere. Padule immenso. Tramonti lussuriosi e straordinari… »

Un paesaggio che restò tale nonostante la presenza delle cave di torba, aperte nel 1894 e chiuse definitivamente nel 1927, e l’apertura delle cave di sabbia silicea che restarono attive fino alla seconda metà del 1900. I vecchi che abitano intorno al Lago ricordano ancora le acque tanto cristalline da potersi bere, il fondo popolato da piante acquatiche. Poi negli anni ’60 le cose incominciarono a cambiare. L’acqua iniziò ad intorbidire e da allora un patrimonio di millenni costituito da un ecosistema ricco di biodiversità: 128 specie di uccelli, 66 specie di invertebrati, 26 specie di pesci, anfibi, mammiferi, circa 300 specie di piante,(schede SIRA), di anno in anno, va a scomparire per sempre per le criticità di seguito riportate.

Fauna

Il canneto del Lago è popolato da una  miriade di uccelli di piccole e grande dimensioni che trovano in questo ambiente il luogo ideale per nutrirsi, fare il nido, avere riparo, costituendo anche un importante punto di sosta e transito per gli uccelli migratori. Nel canneto nidificano:  il Falco di palude (Circus aeruginosus) ,  i grandi aironi, l’Airone rosso(Ardea Purpurea) e   l’airone cinerino ( Ardea cinerea), la  Garzetta (Egretta garzetta), il Tarabusino (Ixobrychus minutus) , il tarabuso (Botarus stellaris), il  tuffetto (Tachybaptus ruficollis),  i limicoli  come il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) e numerose specie di piccoli passeriformi  come il Forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon), il raro Basettino (Panurus biarmicus), il Pendolino (Remiz pendulinus), la Salciaiola (Locustella luscinioides), il   Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), la  Cannaiola (Acrocephalus scirpaceus).

Sono di passo:  il Falco pescatore (Pandion haliaeus)
, le Marzaiole (Anas querquedula)
, i  rari Mignattini (Chlidonias hybridus, Chlidonias leucopterus , Chlidonias niger, )
,  il Chiurlo (Numenius arquata)
.

Nel Lago svernano lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus)
, il Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus)
, il Cormorano (Phalacrocorax carbo)
e l’ Airone bianco maggiore (Egretta alba)
che si possono ammirare al tramonto quando si radunano su vecchie piante per dormire.

Un tempo il Lago era noto per la sua popolazione di folaghe (Fulica atra)
,  e l’abbondanza e la varietà di anatre oggi notevolmente ridotte  con la scomparsa della vegetazione sommersa.

Nonostante le sue condizioni di inquinamento nel  Lago continua  a vivere una ricca fauna ittica con caratteristiche diverse. Si trovano specie in grado di tollerare sensibili variazioni di salinità (eurialine) e temperature (euriterme), accanto a specie strettamente di acqua dolce (dulcacquicole) e a specie di acqua salmastra.  Questo è dovuto anche alle origini delle acque che affluiscono nel Lago che provengono dal mare, dalle falde di pianura ( dai sistemi idrici planiziali) e dai torrenti delle colline circostanti, il cui apporto oggi è  drasticamente ridotto per la captazione ad uso potabile.

luccio 250px-Brochet_Luc_ViatourIl nucleo più rappresentativo del lago è costituito da Ciprinidi  caratteristici di ambienti lacustri (limnofili) come la scardola(Scardinius erythrophthalmus) , la tinca (Tinca tinca)  e la carpa (Cyprinus carpio) sia con la forma “Regina” che con la forma “a specchi”.  Altre specie tipiche sono il luccio (Esox lucius )  e l’ anguilla (Anguilla anguilla).

A queste specie si associano quelle che dal mare, raggiungono il lago, attraverso i canali. Tra queste, principalmente i muggini, presenti con 5 diverse specie (di cui Liza aurata  e Mugil cephalus sono due esempi) e il latterino (Atherina boyeri)  pesce dipiccole dimensioni chiamato anche “crognolo”.

Nel Lago si trovano ancora specie migratrici che arrivano nel lago per riprodursi (anadrome) come la Lampreda di mare (Petromyzon marinus) e la Lampreda di fiume (Lampetra fluviatilis), mentre è specie stabile nel lago, sebbene rara la Lampreda di ruscello (Lampetra planeri).

Elevate sono le presenze di specie d’acqua dolce estranee ( alloctone), originarie di altri distretti ittiofaunistici italiani e dovute ad  introduzioni di specie esotiche nel lago stesso o nei corsi d’acqua limitrofi, in genere più resistenti ad elevati livelli di inquinamento.

Tra le specie presenti nel lago, originarie di altri distretti  ittiofaunistici italiani ricordiamo l’alborella (Alburnus arborella), il cobite (Cobitis bilineata), il  carassio (Carassius carassius).

Le principali specie esotiche attualmente presenti in maniera massiccia, sono il  persico sole(Lepomis gibbosus) localmente detto “gobbo”, il pesce gatto( Ameiurus melas)  e il  persico trota (Micropterus salmoides).

Altra specie, introdotta dagli Stati Uniti come lotta biologica antimalarica, ben adattatasi all’ambiente del Massaciuccoli è la  gambusia (Gambusia affinis).

Da rilevare anche la presenza di anfibi urodeli con il tritone punteggiato (Triturus vulgaris) ed il tritone crestato(Triturus carnifex)

Flora

Il Lago circondato da 60 ettari di paludi e canali  presenta una grande varietà di Habitat di interesse sia regionale che comunitario. Il  fondo del Lago era un tempo interamente ricoperto di vegetazione sommersa di ceratofillo comune (Ceratophyllum demersum) e di brasca (Potamogeton nodosum). Nei canali e lungo le sponde era frequente ammirare le piante d’acqua natanti (idrofite natanti), che non sono collegate al fondo, come la lenticchia d’acqua (Lemma minor, L. trisulca) ed il morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae).Insieme si trovavano le piante d’acqua galleggianti (idrofite galleggianti), radicate sul fondo, come la ninfea bianca (Nimphea alba) oggi diventata rara insieme ad altre specie mentre alcune non  sono state più ritrovate come la ninfea gialla (Nuphar lutea). Il Canneto ( prateria umida di elofite) è ancora oggi il paesaggio dominante costituito essenzialmente da cannuccia di palude ( Phragmites australis)  e falasco (Cladium mariscus). La sua continuità è interrotta da specchi d’acqua liberi chiamati “chiari” frequentati dagli uccelli d’acqua . Nel Lago sono anche presenti gli aggallati, isole vegetali galleggianti, ricoperte da vegetazione costituita da frangola (Frangola alnus) e di ontano nero ( Alnus nigra) e da torbiere di sfagno testimonianza dell’ultima era glaciale. Nelle torbiere si ritrovano specie tipiche di un clima freddo come lo sfagno e la drosera ( Drosera rotundifolia) piccola pianta carnivora, e specie tipiche di un clima atlantico caldo umido come la felce palustre (Thelypteris palustris) e la grande felce florida (Osmunda regalis).

Criticità

Diversi sono i mali che affliggono il Lago:

  • Un bilancio idrico in passivo, stimato dall’Autorità di Bacino nel 2007, di  32.418.280  mc/anno.
  • I cambiamenti climatici, la riduzione media annua delle piogge in Versilia nel 2011-12  è stata  di -100/-75 mm/anno.
  • La captazione di gran parte delle sorgente collinari per scopi idropotabili.
  • I pozzi della zona tra Viareggio-Torre del Lago ed il Lago, che riducono l’apporto delle precipitazioni drenate dalla duna.
  • L‘ impermeabilizzazione del territorio per la progressiva urbanizzazione che, con la fognatura bianca, capta le acque di pioggia per condurle in mare riducendone. drasticamente l’infiltrazione in falda, alterando a livello locale il Ciclo dell’acqua.
  •  Una salinità crescente legata al deficit ma anche ad altre concause. Sintomo della crescente salinità delle acque del Lago è la diffusione della microalga di acque salmastre Prymnesium parvum che forma una schiuma biancastra (v. foto).

Le  concause sono:

  1. Le idrovore che pompano acqua nel Lago per mantenere un franco di coltivazione di mt 1,5 per le colture di mais (quando basterebbe molto meno).
  2. Il mancato funzionamento delle porte vinciane e della struttura a paratia mobile sul canale Burlamacca. Ciò ha provocato, solo durante il 2012, l’ingresso di 4000000 di mc di acqua di mare (dati Autorità di Bacino).
  3. Un’agricoltura che distrugge la sostanza organica del suolo, provocando l’erosione delle argille cariche di Azoto, Fosforo e quant’altro.
  4. La salinità delle acque ne ostacola poi la flocculazione, favorendo così l’intorbidamento.   La fonte principale di questi inquinanti è il canale Barra – Barretta (fonte ARPAT 2015).
  5. Un carico di elementi nutritivi crescente che rende eutrofiche le acque del Lago ( fenomeno di eutrofizzazione) provocando le fioriture di alghe tossiche (Microcystis sp.pl. con fioritura da fine primavera all’autunno e Prymnesium parvum  che fiorisce in inverno inizio primavera).
  6. Secondo i dati Arpat 2014,  la situazione ambientale è molto grave, con la maggior parte delle specie vegetali e animali che sono andati scomparendo nel corso negli ultimi 50-60 anni.
  7. La presenza di due discariche molto grandi (Carbonaie e Pioppogatto)
  8. Un Lago che è diventato pensile per la subsidenza dei terreni torbosi provocata dal pompaggio delle idrovore.
  9. La diffusione di specie esotiche come la   nutria( Myocastor coypus)  ed il gambero killer (Procambarus clarkii )

Il corto circuito fra Enti: Soprintendenza, Autorità di Bacino, Comuni, Parco, Consorzio di Bonifica aggrava questa  situazione.   Si sta così perdendo un ecosistema palustre di acqua dolce in riva al mare ed un enorme riserva d’Acqua pari a 50 – 60 milioni di metri cubi di acqua (stima dell’Autorità di bacino del Serchio) e questo nonostante i protocolli firmati negli anni.

Perdere il Lago vuol dire perdere un invaso di Acqua Dolce pari a 50 – 60 milioni di metri cubi di acqua
(stima dell’Autorità di bacino del Serchio) ed il suo carco di vita (biodiversità) capace di mantenerlo salubre.
Pensiamoci prima di rinunciarci per sempre!!!

 

Siti informativi

http://sira.arpat.toscana.it/sira/MedWet/MDW_IT51260201.htm

http://www.centrornitologicotoscano.org /

http://www.oasilipumassaciuccoli.org/

http://www.parcosanrossore.org/

 Articoli di approfondimento sul lago

Le criticità del lago (da www.parcosanrossore.org)

Proposta operativa di progettazione integrata sul lago di Massaciuccoli (da www.accademia.edu)

Bilancio idrico del lago di Massaciuccoli

piano di indirizzo territoriale con valenza di piano paesaggistico (documento ambito 2:Versilia e costa apuana)

Valutazione ambientale sul bilancio idrico del lago di Massaciuccoli

Agricoltura e tutela delle acque nel Bacino del Lago di Massaciuccoli

Cartografia sull’area del lago di Massaciuccoli (www.parcosanrossore.org)

 

Piano di gestione rischio alluvioni e progetto con allegati (Autorità di Bacino fiume Serchio)

Scheda sul Bacino del lago di Massaciuccoli (Autorità di Bacino fiume Serchio)