La lettera aperta di Greta Thunberg

Ecco la sua lettera (tradotta in italiano) che sta facendo il giro del mondo. Buona lettura!

 

Voglio sentirmi sicura quando cammino verso casa la sera. Quando siedo nella Metro. Quando dormo la notte. Ma ora non mi sento sicura. Come potrei sentirmi sicura quando so che stiamo fronteggiando la crisi più grave nella storia dell’umanità? Quando so che non agiamo ora, poi sarà per tutti troppo tardi?

La prima volta che ho sentito parlare del riscaldamento globale, ho pensato: non può essere, non può essere qualcosa di così grave da minacciare veramente la nostra esistenza.

Perché, se fosse così, non si parlerebbe d’altro. Appena si dovesse accendere la tv, tutto verterebbe su questo. Tutte le notizie, per radio e sui giornali. Non si leggerebbe o sentirebbe altro. Come se stesse infuriando una guerra mondiale.

Invece, nessuno ne parla…

E se accade, non è mai in linea con le conclusioni degli scienziati. L’altro giorno ho visto un dibattito in tv tra i leader dei partiti e ho visto come viene loro permesso di stare lì e mentire. Dicevano che non aveva senso compiere uno sforzo per tagliare le emissioni della Svezia, poiché siamo un “modello di comportamento”. Quindi, dovremmo concentrarci nell’aiutare gli altri paesi a tagliare le loro emissioni.

Ma la Svezia non è un modello di comportamento. Gli svedesi emettono qualcosa come 11 tonnellate di Co2 pro-capite all’anno. Siamo all’ottavo posto nel mondo, secondo il WWF. Siamo noi ad avere bisogno di aiuto.

Non capisco proprio come si possa permettere ai politici di mentire così in tv. Forse molti adulti pensano che il tema del cambiamento climatico sia difficile da capire? Forse è così, dal momento che quando in televisione c’è un programma che parla del clima, cambiano canale e mettono qualcosa per i bambini. Io ho compreso la questione quando avevo 12 anni e da allora ho deciso che non avrei più preso un aereo né mangiato carne.

La crisi climatica è il tema più importante dei nostri tempi, eppure c’è ancora chi crede che possiamo risolvere questa crisi senza sforzo, senza sacrificio.

“Pensa positivo!” dicono tutti.

Come se i passeggeri del Titanic, dopo la collisione con l’iceberg, si fossero seduti a parlare di quali storie i sopravvissuti avrebbero raccontato e di quanto famosi sarebbero diventati. O di quanti posti di lavoro sarebbero stati creati cercando di aiutare i sopravvissuti.

La nave sarebbe comunque affondata, a prescindere dalle loro azioni. Noi invece possiamo fermare la collisione. Noi sappiamo che l’iceberg è lì e conosciamo anche le sue esatte coordinate. Eppure non stiamo rallentando, né stiamo cambiando direzione. Magari lodiamo addirittura noi stessi per essere riusciti ad alleggerire un po’ il peso. Mentre aumentiamo la velocità.

Rallenteremo in tempo? Se vivessi 100 anni, nel 2103 sarò ancora viva.

Quando voi oggi pensate al “futuro”, non pensate oltre il 2050. Ma io, nel migliore dei casi, nel 2050 sarò arrivata a metà della mia vita. E cosa accadrà dopo?

Nel 2078 compirò 75 anni. Se avrò figli e nipoti, vorranno festeggiare quel giorno con me. Vorreste che parlassi loro di voi? Come vorreste essere ricordati?

Ciò che state o non state facendo oggi, influenzerà la mia vita e la vita dei miei figli e dei miei nipoti. Forse mi chiederanno perché non avete fatto nulla e perché chi sapeva o poteva parlare non lo ha fatto

Greta Thunberg.