Foreste e Foresticidio!

BUONA PASQUA 2018, CON L’AUGURIO CHE VENGA RITIRATO L’ATTUALE TESTO UNICO FORESTALE

Vi invitiamo a firmare la petizione per non perdere il patrimonio di verde e di biodiversità indispensabile per il funzionamento del Clima ed il rinnovamento di risorse come Acqua e Suolo Fertile.  Per firmare: cliccare qui.

Il Testo Unico Forestale è stato approvato dal Consiglio dei Ministri,  il 1 dicembre 2017, subito prima della chiusura dei lavori del Consiglio per le elezioni nazionali e firmato da Gentiloni il 16 marzo 2018, nonostante il governo ne sia uscito sconfitto. Manca ancora la firma del Presidente della Repubblica che si spera non aggiungerà nefandezza a nefandezza. Al Presidente Mattarella è stato rivolto un accorato appello da 264 esponenti dell’Università Italiana per non firmare e dare la possibilità al nuovo Governo di rivederne i contenuti.
Contenuti che, come riporta l’articolo de “Il Foglietto della Ricerca” del 22 febbraio 2018, sono  “fuori dal tempo: come se nulla fosse mai stato detto o scritto in materia di ecologia, sul ruolo delle foreste nella difesa della biodiversità, sul contrasto al riscaldamento globale, sul paesaggio.”
Questo decreto-legge raccoglie critiche non solo da ambientalisti, ricercatoti e scienziati, ma anche da costituzionalisti.  Ci dispiace quindi vedere tra i suoi sostenitori i presidenti dell’Accademia dei Georgofili  e della “Società Italiana di Selvicoltura ed  Ecologia Forestale” di cui si segnala l’articolo di plauso .  Una dimostrazione di come possano essere manipolati termini come “filiera del legno” e “sostenibilità”. Intendendo nel primo caso esclusivamente tritare alberi, anche di grandi dimensioni, per fare trucioli da bruciare per la produzione di energia elettrica.   Senza prevederne altri impieghi come quello da opera per mobilio e/o materiale da costruzione e soprattutto senza prevedere limiti di consumo. Ciò svuota di significato il secondo termine,  che dovrebbe sottendere a  vantaggi per le Comunità locali, nazionali o  sovranazionali e  per le generazioni future, che di tutto hanno bisogno tranne che di speculazioni da parte di soggetti con  a cuore esclusivamente il proprio immediato tornaconto.

 

Per entrare nel dettaglio, fra i “servizi ecosistemici” che  12 milioni di ettari di boschi e foreste italiane svolgono  ( stabilità idrogeologica, tutela del Paesaggio, conservazione della Biodiversità, contrasto ai Cambiamenti Climatici, rinnovo di risorse come Acqua ed Aria , ecc… ) il Testo parla solo di produzione di elettricità.

E per favorire il più possibile il taglio:

  • Non si fa alcuna distinzione fra ciò che può essere tagliato e ciò che va tutelato, non solo per ragioni ambientali ma anche storiche (come i boschi sacri romani pervenuti fino a noi), paesaggistiche e di sicurezza idrogeologica (come i boschi di Sarno).
  • Si autorizza il taglio di tutto ciò che è rimboschimento e cioè il 40% della superficie boschiva nazionale.
  • Così come si consente il taglio delle aree boschive resilienti dove il bosco è di ritorno, perché considerate “incolti abbandonati”  e quindi da coltivare ossia  tagliare.
  • Si dà l’opportunità di costruire piste “temporanee” senza considerare se gioveranno o meno alla stabilità delle pendici.
  • Non si fa chiarezza su chi dovrà gestire gli inventari forestali e con quali criteri, nulla viene detto sull’accuratezza e la scientificità dei dati da raccogliere.
  • Si afferma che tutte le aree boschive rilevanti per la tutela idrogeologica andranno gestite a ceduo, cioè che tagliando i boschi e incidendo con le piste le pendici le ceppaie reggeranno le superfici   denudate.
  • Si consente l’eliminazione e la trasformazione di un bosco a condizione che l’intervento venga “compensato” realizzando non solo rimboschimento ma anche opere di urbanizzazione o di qualsiasi altro genere.  In caso di compensazione monetaria le somme andranno alle Regioni che le accantoneranno in un fondo forestale (?) senza indicazioni sulla sua destinazione.  Potrebbero quindi essere usati per rimboschimenti, ma anche qualunque altra cosa comodi all’amministrazione di turno.  Insomma, un modo per “far cassa”.
  • Ancora più grave, si autorizzano le Regioni ad affidare a terzi (consorzi o cooperative “amici degli amici”) il taglio di i boschi considerati “abbandonati” (perché hanno superato il turno) o “terreni incolti” (vedi punto precedente).   Anche se il proprietario non è rintracciabile o è contrario al taglio, magari perché ha un agriturismo e sa bene che nessuno va in vacanza in aree disboscate.

Una follia foresticida in cui non si fanno due conti neanche per valutare se ci si riprende il petrolio consumato dalle macchine di cantiere usate per il disboscamento. Una Follia che viene sostenuta da idee peregrine come quelle che i boschi senza l’intervento dell’uomo muoiono. Oppure, che l’abbandono dei boschi, e non l’azione criminale dell’uomo, sia la causa degli incendi.

Forse il complotto dei rettiliani non è una fola come si pensa. Si sono davvero impossessati dei nostri amministratori e pianificano la nostra distruzione; vogliono farci finire l’ultimo petrolio che abbiamo per tagliare gli alberi, immiserirci e poi finirci per impossessarsi del Pianeta.

Nel dubbio invitiamo tutti a firmare la petizione…