FIRMIAMO PER RIACE PER PROMUOVERE LA SOLIDARIETA’ IN UNA CRISI CHE E’ SOLO ALL’INIZIO E CHE COINVOLGERA’ TUTTI

La triplice crisi in corso (socio-economica, energetica ed ambientale) sta mostrando con l’immigrazione il suo volto sempre più duro. Nelle difficoltà la solidarietà è vincente. Chiedere il Nobel per la comunità di Riace è importante per invitare a riflettere sull’argomento.

In questi giorni, sono tornati alla ribalta della stampa i morti in mare. Prova del fatto che non è la chiusura dei porti e la fiera delle banalità a porre riparo a qualcosa che è frutto della crisi climatica e del sovraffollamento che sta affliggendo il Pianeta.  Ricordando le parole della giovane Greta Thunberg, le conseguenze maturate per rincorrere una crescita senza limiti ci stanno investendo. E’ necessario abbandonare la strada che ci ha portato a questa situazione ed evitare che la Biosfera e la Civiltà vengano sacrificate ai profitti di una elite. Bisogna iniziare a focalizzare che la crisi è globale e va trattata come tale. E se le soluzioni sono difficili da trovare in questo sistema dobbiamo rassegnarci a cambiarlo. Firmare la petizione è utile  a  invitare i nostri governanti a riflettere su questi temi per ricordare che il tempo per salvare il salvabile diminuisce. Come dice don Milani: “il tempo è un dono prezioso di Dio. Un dono che passa e non torna. Sciuparlo, equivale a una bestemmia”. E le soluzioni non potranno essere senza sacrificio. La solidarietà è la sola cosa che può garantirci una possibilità di riuscita, solidarietà verso le Piante, gli Animali, gli Uomini. Perché una civiltà senza petrolio è difficile, ma senza biodiversità, fertilità ed acqua è impossibile.

Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa.

LA RICHIESTA DEVE ESSERE SOTTOSCRITTA E INVIATA ENTRO IL 30 GENNAIO 2019

Possono sottoscrivere la richiesta, che sarà inoltrata al Comitato per l’assegnazione dei premi Nobel:
i singoli cittadini, tramite il link
https://drive.google.com/open?id=1mBGI0d5DsfOgMG3g2FR_sfAha1At1G68maqySAWsXW0

le associazioni, tramite il link
https://drive.google.com/open?id=1XAMQJQAbP0mEgkqvBmIbXQWqfcAQClwSsXMNGuyfP-0

i docenti universitari (anche in pensione) devono utilizzare il link
https://goo.gl/forms/FUPzMH7okIvcOzkm1

i parlamentari o ex parlamentari devono utilizzare il link
https://docs.google.com/forms/d/1mP_3RHhvWXYe8EfE-_9w6i0Seo8Gl-q07OuQrMvq108/edit

È importante che tutti coloro che condividono l’iniziativa estendano il messaggio alla loro rete di contatti.

Di seguito il testo dell’appello diffuso dalla rete di associazioni proponenti.

NOBEL PER LA PACE A RIACE

Siamo una rete di organizzazioni della società civile, NGO e Comuni che vogliono promuovere una Campagna a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni.

Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti.

Nel 2018 il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato, poi rilasciato, sospeso dalla carica e infine esiliato dal Comune con un provvedimento di divieto di dimora per “impedire la reiterazione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Un provvedimento che rappresenta un gesto politico preceduto dal blocco nel 2016 dell’erogazione dei fondi destinati al programma di accoglienza e inserimento degli immigrati, che lasciò Riace in condizioni precarie.

Gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato – non di rado – opera impunemente.

Grazie, il Comitato promotore:

RECOSOL; MUNICIPIO VIII ROMA; COMUNITÀ DI BASE SAN PAOLO; LEFT; ARCI ROMA, COMUNI VIRTUOSI; CISDA; NOI SIAMO CHIESA; ISDEE, FESTIVAL “ROMA INCONTRA IL MONDO” 2019