COP24 – CONFERENZA ONU SUL CLIMA: KATOWICE (POLONIA) 2018

Nella città polacca di Katowice, dal il 3 al 14 Dicembre 2018, si svolgerà la COP 24, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, per discutere le regole da adottare per raggiungere gli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi.

Il tema di quest’anno è “Changing Together”, “Cambiamo Insieme”. Obiettivo della conferenza sarà stabilire regole per finanziare e rendere operativo, nel 2020, l’accordo di Parigi che prevede di:

  • Mantenere, entro il 2030, l’aumento di temperatura tra 1,5 e 2 gradi, rispetto ai livelli preindustriali, per evitare danni a tutti, particolarmente letali per alcuni: espansione delle zone desertiche, scomparsa dei banchi di pesca, inondazioni, isole e zone costiere inghiottite dal mare.
  • Smettere di incrementare le emissioni di gas serra il prima possibile e raggiungere nella seconda parte del secolo il momento in cui la produzione di nuovi gas serra sarà sufficientemente bassa da essere assorbita naturalmente.
  • Versare 100 miliardi di dollari ogni anno ai paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti.
  • Realizzare un bilancio delle misure che i paesi stanno adottando per controllare, ogni cinque anni, i progressi compiuti tramite nuove Conferenze.

 

La nota poco piacevole, quanto scontata, è che finora nessuno dei paesi firmatari è riuscito ad attuare misure tali da rispettare i punti elencati, soprattutto per quanto riguarda i primi due.

Secondo il rapporto dell’ONU-IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), redatto da 86 ricercatori di 39 paesi, sulla base di circa 6000 studi scientifici, sottoposto all’analisi di altrettanti studiosi, l’aumento di 1,5 gradi, tra il 2030 ed il 2050 sarà superato se si permarrà allo stato attuale.

E l’Italia si distingue per la sua mancanza di volontà nel modificare questa tendenza.

Pur essendo tra i 50 paesi più a rischio per i fenomeni estremi causati dai cambiamenti climatici, dal 2012 è passata dal 7° al 23° posto nella classifica dei paesi più attivi in materia di riduzione delle emissioni.

Un comportamento che è stato stigmatizzato come “infantile” proprio da una bambina: Greta Thunberg, una ragazzina svedese di 15 anni divenuta famosa per il suo sciopero contro l’insipienza dei governanti su questo argomento così cruciale per la sua generazione. “Perché dovrei andare a scuola e studiare se non avrò un futuro?” Ha risposto a chi voleva che interrompesse la sua solitaria protesta.

Il suo messaggio è forte e franco. In una lettera aperta, che vi invitiamo a leggere, (http://areeumidedellaversilia.it/la-lettera-aperta-di-greta-thunberg/ ) ha affermato “La crisi climatica è il tema più importante dei nostri tempi, eppure c’è ancora chi crede che possiamo risolvere questa crisi senza sforzo, senza sacrificio, ma non è vero.”

A Katowice ha dichiarato . “Non siamo venuti qui a pregare i leader mondiali perché intervengano. Siamo venuti per fargli sapere che il cambiamento sta arrivando che la cosa gli piaccia o no”.

Da Agosto, tutti i venerdì Greta è a protestare davanti il parlamento di Stoccolma per chiedere di adottare misure “vere”, utili a contrastare il Cambiamento climatico e tanti altri giovani stanno seguendo il suo esempio soprattutto nei paesi anglosassoni. In vista della conferenza di Katowice, hanno fatto sentire la loro voce oltre 400 gestori patrimoniali, tra cui importanti fondi pensione e compagnie assicurative (come Allianz, Axa e Zurich). Secondo le loro stime, se il limite di 1,5 C° sarà superato, i danni climatici saranno superiori 32mila miliardi di dollari con conseguenze economiche peggiori della crisi finanziaria del 2008. Per cui chiedono, insieme a Greta, di sospendere gli incentivi alle fonti fossili per evitare gli effetti di un riscaldamento globale economicamente “inaccettabile” http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/clima/2018/12/10/clima-investitori-a-governi-tassare-co2-e-stop-al-carbone_39de1a39-75b2-4cbb-960a-022497944950.html

 

Effetti che, secondo lo studio commissionato all’IPCC (commissione dell’ONU sul cambiamento climatico), persisteranno per secoli e millenni, causando ulteriori cambiamenti di lungo periodo sul clima, come l’estinzione di gran parte delle specie viventi, l’acidificazione degli oceani, la desertificazione, l’innalzamento del livello dei mari.

Impatti che già adesso iniziano a pesare. in Italia il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi. Un record che rischia di essere stracciato con sempre maggiore regolarità.

Già “dalla metà degli anni ottanta in poi si è registrato un aumento della temperatura media, con sempre maggiore influenza dell’anticiclone subtropicale africano a partire dagli anni 2000”. Del resto, ondate di calore, alluvioni, ritiro dei ghiacciai alpini, siccità sempre più severe e lunghe, desertificazione delle regioni meridionali e tropicalizzazione del clima nelle restanti zone del paese sono oramai fenomeni osservabili da chiunque. (https://it.wikipedia.org/wiki/Clima_italiano )

 

Per questo, come dice Greta nella sua lettera, è necessario smettere di mentire e darsi da fare per salvare il salvabile riducendo drasticamente le emissioni e favorendo l’assorbimento della maggior parte della CO2 che si continuerà a produrre.

 

Nello studio della Commissione ONU sono delineati quattro strategie possibili per evitare il peggio:

 

La prima prevede di puntare sulla riduzione dei consumi energetici e la riforestazione.

La seconda punta su una elevata sostenibilità di tutti i settori produttivi, con un limitato uso dello stoccaggio di carbonio (che ad oggi è fattibile tecnicamente, ma solo a livello sperimentale).

La terza vede i settori dell’energia e industriale simili a oggi, ma con una maggiore attenzione alla sostenibilità e un ricorso significativo al “carbon storage” (Stoccaggio di Carbonio).

La quarta (quella più cara all’amministrazione Trump, ma tecnicamente futuribile) prevede uno sviluppo basato sulle fonti fossili, con forti emissioni interamente riassorbite dallo stoccaggio di carbonio.

 

La prima è l’unica veramente praticabile perché la tecnologia del “Carbon storage” che prevede una fluidificazione della CO2 emessa e la sua iniezione sottoterra è a livello sperimentale e molto costosa, anche in termini energetici.

In attesa che possa essere realizzata e, soprattutto, in attesa che i politici smettano di mentire, imbocchiamo la prima strada modificando i nostri stili di vita. Chiedendo ai politici, con la stessa determinazione di Greta, di affrontare il problema per evitare di rallentare quando è troppo tardi, come è avvenuto con il Titanic.