ACQUA

Un Valore che, come la Vita, è più alto dell’oro 

e come Valore è più  grande della Vita,

perché è dall’Acqua che nasce la Vita.

Il 26 marzo si è celebrata in tutto il mondo la giornata mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Nella ricorrenza sono stati di rito i titoli sui consumi, sulla sua mancanza di accesso di una parte della popolazione mondiale, sui conflitti per la sua gestione. Tutte informazioni importanti che, però rischiano di diventare banali e anche fuorvianti quando :

  • si attribuiscono ad una Risorsa indicata come “l’oro blu”
  • le immagini su inquinamento e siccità sono riferite a paesi lontani
  • si parla di diritti senza mai accennare ai doveri
  • si citano i numeri di chi non ha accesso all’Acqua senza parlare di sovrappopolazione e consumismo.

Aspetti impegnativi su cui merita riflettere per capire il livello dl’urgenza della situazione ed attivarsi  nel quotidiano per contrastare quanto sta accadendo.

In merito al primo punto, è  fondamentale chiarire che l’Acqua non è, e non può essere “l’oro blu”. Intanto perché una delle sue principali caratteristiche è  di non avere colore. Poi perché non è una risorsa, ma un Valore come la Vita che genera. Sciuparla, abusarne inquinandone la purezza è un “sacrilegio“ verso piante, animali, e generazioni di uomini presenti e future; privati della loro stessa esistenza perché l’acqua non è  potabile o, ancora peggio, non c’è più. Un “sacrilegio” che avviene non solo in paesi lontani, ma anche in “casa nostra” nell’indifferenza generale. E’ il caso, per esempio, delle sorgenti del Cartaro che danno da bere a Massa, intasate dalla marmettola (http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2016/02/02/news/sorgente-del-cartaro-intasata-dalla-marmettola-1.12884535)

E’ il caso del Fiume Versilia che risulta inquinato anche in montagna, così come la maggior parte di fossi e canali dove sono diffusi i fenomeni di eutrofizzazione e la presenza di inquinanti. Cause queste di periodiche morie di pesci e della scomparsa delle piante d’Acqua che ne garantivano  la fitodepurazione. Sorte simile interessa le falde sotterranee, dove  l’eccesivo consumo ed il drenaggio della Bonifica causano l’accumulo di sostanze nocive come il Tallio ed anche.: Arsenico, Nitrati, Nitriti, Azoto Ammoniacale, Ferro (acqua tinta di rosso), Manganese. (dati ARPAT 2000/6 della Provincia di Lucca 2009). Rilevante è anche l’inquinamento di  Sodio e Cloruri dovuti al fenomeno di salinizzazione (http://areeumidedellaversilia.it/la-salinizzazione/)  per ingresso di acqua di mare nelle falde di acqua dolce, causata da un deficit tra entrate ed uscite nel bilancio idrico (: http://areeumidedellaversilia.it/il-bilancio-idrico/).

Un deficit che è stato stimato di circa 1.400.000/1.700.000 mc/anno e che è il risultato di consumi eccessivi,  di un’elevata impermeabilizzazione del territorio (http://areeumidedellaversilia.it/il-ciclo-dellacqua/) e dei cambiamenti climatici (http://areeumidedellaversilia.it/i-cambiamenti-climatici/).  Questi riducono le piogge e prosciugano fiumi e canali per periodi di tempo sempre più lunghi.

Cambiamenti di cui nessuno sembra accorgersi, malgrado, in molti posti  l’acqua dei rubinetti non sia più potabile. E così, come un tempo si andava e veniva dai pozzi, ora si va e si viene dal supermercato o dalle “casette dell’acqua” carichi di bottiglie.

Secondo Herman Daly, riguardo al degrado del Pianeta, c’è una notizia cattiva ed una buona.

“La cattiva notizia è che evidentemente le cose dovranno andare ancora molto peggio prima di trovare il coraggio e la chiarezza di tentare di fare meglio. La buona notizia è che le cose stanno già andando peggio”

Una posizione condivisibile che, forse, ci darà finalmente la possibilità di prendere coscienza che esistono doveri e responsabilità. Viviamo in un mondo sovrappopolato dove è urgente ridurre drasticamente i consumi, evitando di impegnare altre risorse ed energie  nei “vecchi” (di cui chi scrive fa parte) per renderle disponibili ai giovani, su cui già gravano le conseguenze del dissesto in corso, in Versilia come altrove.

Barry Commoner nel 1971 diceva “In natura non esistono pasti gratuiti”. Di seguito qualche cifra sul  debito che si va accumulando a carico dei nostri figli.

Nel mondo, mediamente 7 miliardi di presone consumano 7.452 miliardi di metri cubi di acqua dolce l’anno, pari a 1.243 metri cubi pro-capite, 3.405 litri al giorno di cui circa 2.400, per la produzione di cibo  consumato, 750 per i prodotti industriali acquistati e 260 litri per le pulizie quotidiane (http://www.improntaunika.it/2017/03/giornata-mondiale-dellacqua-italia-maglia-nera-per-consumo-di-acqua/)

I maggiori consumi sono nei paesi più popolosi: Indonesia, Brasile, Usa, Cina e India, ma esistono paesi che riescono a tenere il passo anche con una popolazione più modesta. L’Italia ad esempio è sesta al mondo per “disponibilità di acqua” secondo il Food Sustainability Index1 (FSI), ) ma è all’11 posto al modo per i consumi: 2232 mc/anno (2016) ossia 6.115 litri pro capite in media al giorno, superiore del 25% rispetto alla media europea (4.586 litri) e circa il doppio di quella mondiale ( 3.405).

Di questi 6115 litri l’89% è da attribuire alla produzione di cibo (consumato), 5.442 litri di cui la maggior parte persi per sciupo visto che in Europa si producono le stesse cose con quantità minori. E che  con il loro carico d’inquinanti  contaminano mari, fiumi, laghi e falde acquifere. Un dato che diventa ancora più tragico poiché si accompagna ad una riduzione delle piogge (24 % nell’inverno 2017).  Dei restanti 673 litri /giorno,  432 litri sono assorbiti dai prodotti industriali e 241 litri dai consumi civili (in Europa la media è di 180). in Versilia la media sale a 360.

Inoltre l’Italia è dove  più si spende per l’acquisto di Acqua minerale: 208 litri/procapite l’anno, poco più di 1/2 litro al giorno. Il valore più alto di Europa, al 4° posto al mondo dopo i paesi arabi:  Qatar (323), UAE-Unione Emirati Arabi (310) e Arabia Saudita (213),  seguito a distanza dal Messico (177) e dalla Germania (173).

Si tratta di oltre 9 miliardi di contenitori, pari a 350mila tonnellate di plastica (PET) che in parte finiscono in mare formando delle enormi isole di plastica localizzate tra l’isola d’Elba e la Corsica.

Sminuzzandosi in piccoli pezzi con il moto delle onde, le plastiche vengono ingerite da pesci ed uccelli di mare che ne muoiono.

Un disastro a cui si può e si deve porre rimedio semplicemente modificando cattive abitudini,

facendo attenzione non solo all’Acqua che scorre dal rubinetto (http://areeumidedellaversilia.it/buone-pratiche-risparmiare-acqua/), ma anche a quella consumata per i prodotti usati quotidianamente.

 

Basterebbe porre attenzione ad azioni semplici come: evitare una dieta ricca di carne, acquistare prodotti di agricoltura biologica e con certificazione ambientale, usare prodotti di riciclo, ridurre gli imballaggi, realizzare la raccolta differenziata e, per l’acqua in bottiglia, preferire il vetro. Tutte cose che contribuirebbero ad evitare l’inquinamento di mari e fiumi, la scomparsa di foreste e corsi d’Acqua insieme  agli esseri che ospitano, umani compresi.