ACQUA E IDENTITA’ CULTURALE, LE PROTESTE CONTRO L’OLEODOTTO DAPL

Le Tribù Sioux e Dakota protestano contro l’oleodotto Dakota Acces Pipleine  (DAPL) che dovrebbe trasportare in Illinois il petrolio estratto dai pozzi di fracking di Bakken, responsabili del 2% delle emissioni globali di etano in atmosfera, dannose sia per la salute di uomini, piante ed animali che per L’Effetto Serra.

Il DAPL, è un oleodotto sotterraneo di 2.047 Km  progettato dalla Dakota Access, LLC, un ramo della corporazione Energy Transferts Partners, Texas.  L’opera, che avrebbe dovuto concludersi l’1 gennaio 2017, è destinata al trasporto di 72.000 metri cubi di petrolio al giorno, pari a 470mila barili, proveniente dai pozzi di Fracking di Bakken.   Il suo costo è di 3,78 miliardi di dollari.   Nel progetto sono coinvolte a diverso titolo banche di tutto il mondo di cui si riporta elenco: Citibank, Wells Fargo, BNP Paribas, SunTrust, Bank of Nova Scotland, Citzens Bank,  Bank of Tokyo-Mitsubishi, Mizuho Bank, TD Securities, ABN AMRO Capital, DNB ASA, ICBC London, SMBC Nikko Securities, Société Générale, UBS, Credit Suisse, Comerica Bank, US BAnk, PNC Bank, Barclays, JP Morgan Chase, Bank of America, Duetsche Bank, Compass bank, Royal Bank of Canada, Goldman Sachs, MorganStanley, Community Trust, HSBC Bank, DNB Capital/ASA, Sun Trust, Royal Bank of Scotland, Credit Agricole, ING Bank, Natixis, BayernLB, BBVA Securities.   Come si vede, non manca la rappresentanza italiana con  Intesa San Paolo.

Secondo la Società responsabile della sua realizzazione, l’oleodotto darebbe origine a circa 12.000 impieghi temporanei per la costruzione (1 anno) e 40  posti fissi, eliminando l’impatto ambientale degli attuali trasporti su gomma. Naturalmente nessun accenno viene fatto sulle controindicazione che potrebbero derivare da eventuali perdite di greggio nel Suolo e nell’Acqua, difficili da controllare ed individuare considerando la sua enorme lunghezza ed il percorso sotterraneo. Una eventualità che però ha portato a modificarne il percorso originario, allontanandolo dalla Città di Bismarck, capitale del Nord Dakota, per spostarlo in un’area poco popolosa a ridosso del territorio indiano. Dove si trovano i luoghi sacri dei nativi e dove, oltre al fiume Missouri, si trovano il fiume Cheyenne  ed il lago Oahe, da cui le tribù traggono l’acqua potabile e di irrigazione per l’agricoltura che è alla base del loro sostentamento, insieme alla pesca. asd2-600x386-protesta-contro-daplCosì, in Aprile, le tribù Sioux e Dakota hanno organizzato un campo di protesta nei pressi della riserva indiana di Standing Rock, denunciando l’illegalità dei lavori, in violazione dei trattati esistenti.

Nei mesi seguenti, la protesta ha visto crescere il numero dei suoi partecipanti, fino a raggiungere le 7000 presenze in rappresentanza di oltre 200 tribù e questo nonostante gli attacchi dei “Vigilantes” e della polizia locale che hanno provocato molti feriti, alcuni dei quali gravi.  In agosto sono stati arrestati 472 manifestanti, rinchiusi in gabbie per cani, denudati e perquisiti anche nelle parti intime. Le rappresaglie sono continuate fino ai giorni nostri usando cani, spray al peperoncino, gas lacrimogeni, granate assordanti e proiettili di gomma, cannoni di acqua a temperature sotto lo zero. protestadapl Una cosa tanto disonorevole da portare i veterani di guerra a fianco dei manifestanti.   Così, il 4 dicembre scorso, oltre 2000 veterani hanno fronteggiato i poliziotti incaricati di disperdere gli indiani, facendoli desistere dalla loro missione ed ottenendo dall’US Corps of Engineers di fermare la costruzione della DAPL per discutere di un nuovo tracciato.

Una vittoria di cui gioire, ma che ha in sé dell’amaro. L’oleodotto che, comunque,  verrà realizzato e trasporterà altrove il suo potenziale di inquinamento che non si limita solo al trasporto.  Il greggio del DAPL 55533-flaring-in-nord-dakotaproviene dal campo pozzi di Bakken (321.868 kmq, cioè 13 volte la Toscana) dove il petrolio viene estratto dagli scisti bituminosi con il metodo del fracking attraverso getti d’acqua ad alta pressione, mista ad acidi, per poter sgretolare le rocce contenenti l’olio.   Un sistema che ha gravemente inquinato l’Aria e l’Acqua del territorio.  Da solo, il campo pozzi di Bakken, produce il 2% delle emissioni globali di Etano, un gas che, reagendo con la luce del sole,  produce Ozono negli strati bassi dell’Atmosfera dove è nocivo per gli esseri viventi ed aumenta l’effetto serra.

Ma il fracking non è solo estremamente inquinante, è anche un disastro sul piano economico.   La tecnica ed i giacimenti sono noti da oltre 50 anni, ma solo con il prezzo del petrolio a 100 $ al barile sono diventati commercialmente interessanti.   Così, dal 2010 in poi vi sono stati investiti diversi miliardi di dollari da tutto il mondo.   Soldi che con il prezzo del petrolio a 50 $ o meno al barile non potranno mai essere restituiti, creando il grave rischio di un nuovo tracollo finanziario globale.   Di qui il tentativo in extremis di ridurre i costi di trasporto investendo ancora nella realizzazione dell’oleodotto.   Ma nel 2016 Bakken ha ridotto del 25% l’estrazione rispetto al 2014.   Tutte le piccole imprese d’estrazione sono già fallite ed quelle grandi sono in agonia.   Non sarebbe meglio affrontare la realtà ed imparare la lezione, piuttosto che rilanciare una scommessa già persa?

La speranza è che quando è successo ad Standing Rock aiuti a prendere tempo e dia la possibilità di ripensare un sistema insostenibile: per le risorse che consuma ed i danni che procura.  Per favorire una simile evoluzione, si invita a seguire l’evoluzione della storia per dare forza a chi manifesta e possibilmente supportarne economicamente l’azione consultando i seguenti siti:

1- Per seguire le pagine di supporto al movimento No DAPL sui social network Facebook:

No Dakota Access / Camp of the Sacred Stone.
2- Per donare al fondo di Standing Rock (http://standingrock.org/news/standing-rock-sioux-tribe–dakota-access-pipeline-donation-fund/)

3-Per donare materiale seguendo questa lista online (http://sacredstonecamp.org/supply-list/)

4- Per donare al fondo per la difesa legale dei manifestanti (https://fundrazr.com/d19fAf)

5-Per contribuire al gofund me del Sacred Stone Camp (https://www.gofundme.com/sacredstonecamp)

6- Per firmare altre petizioni (https://act.credoaction.com/sign/NoDAPL)